5 de Maio dia Mundial da Lingua Portuguesa – Testimonianze Poetiche dal mondo di lingua portoghese in tempo di pandemia

Presentiamo una raccolta di testi di poeti di lingua portoghese per il momento in edizione digitale puntuali all’appuntamento del Giorno Mondiale della Lingua Portoghese. Ci auguriamo presto di poter procedere ad una pubblicazione a stampa.

In tempo di pandemia

La raccolta di poesie che qui si presenta è testimonianza di un anno in cui l’umanità ha constatato la propria fragilità. Abbiamo accettato una serie di limitazioni, sofferto con il nostro prossimo, cercato di sostenerci a vicenda. Abbiamo imparato e usato tanto la parola pandemia. Il Portogallo per me sempre vicino mi sembrava ora tanto lontano, per qualcosa che ci dominava, ugualmente in sofferenza. Lessi Lisbona ainda di Manuel Alegre e vidi Lisbona come vedevo Napoli, due città tanto simili, così vive, trasformate, ormai silenti e tristi. Chiesi ad amici poeti portoghesi se quella nuova realtà fosse stata per loro fonte di ispirazione. E mi giunsero, tra marzo e aprile poesie inedite che ben esprimevano quel nostro sgomento. La poesia ispiratrice di Manuel Alegre è l’unica che intanto ha avuto notorietà.

Con l’inizio di maggio giunse una notizia lieta, la risoluzione dell’ONU fissava il 5 maggio come Giorno mondiale della lingua portoghese. Una notizia da sottolineare con allegria. Ma non fu possibile: il 5 Maggio furono possibili solo commenti alla notizia, discorsi ufficiali ma vigeva per tutti l’isolamento più rigido.  Il riconoscimento dell’ONU confermava la data che la Comunidade dos Países de Língua Portuguesa, organizzazione internazionale, nata nel 1996 con la finalità di sostenere i legami di amicizia e collaborazione esistenti tra i Paesi di lingua ufficiale portoghese, aveva individuato come Dia da cultura lusófona. Una costante attenzione e un impegno alla vicinanza tra Paesi che, tra Oriente e Occidente, parlano la stessa lingua.

Il Portogallo ha una lingua dalla storia unica, specchio della storia straordinaria che i suoi uomini hanno saputo costruire, oggi seconda tra le lingue romanze parlate al mondo. E allora, accanto ai poeti portoghesi ho voluto la testimonianza di poeti che parlano la stessa lingua ma vivono in realtà molto differenti. Ed ecco qui riunite voci che sono giunte tra il marzo e l’aprile del 2020  da terre così diverse e così lontane: Angola, Capo Verde, Guinea Bissau, San Tomé e Príncipe, Mozambico, Macao, Timor Lorosae e Brasile. Storie diverse, testimonianza di una sofferenza comune unite da questa lingua giunta dal mare e modellata dall’uso e da realtà contigue in sonorità differenti ma sempre portatrici di quelle antiche radici, comuni alle lingue romanze. Queste poesie, testimonianza di un momento che ha visto il mondo in costante intensa comunicazione, ci riportano alla memoria tempi lontani. Un piccolo popolo che stava costruendo la propria identità affacciato sull’oceano ha considerato quell’oceano la propria via alla conoscenza dell’ignoto per cui ha osato, sofferto e gioito. Dalle coste dell’Africa dolorosamente esplorate al superamento del Capo delle Tempeste che “aprì il mondo al mondo” ponendosi quale segno di “buona speranza”, i portoghesi hanno reso concreti i sogni di tanti. La conoscenza di culture altre, lo stupore per la diversità, la possibilità di scambi commerciali spinsero verso una sempre più ampia necessità di comunicazione cosi che si formò una lingua del commercio, una lingua degli scambi, un portoghese quasi personalizzato collegato al mare e modellato dal mare.

Sappiamo che, nell’evolversi delle lingue, il mare ha avuto sempre un ruolo fondamentale. Le analisi etimologiche spesso ci stupiscono per la varietà di elementi che possiamo ricostruire in una parola. E questa ricchezza ritroviamo in tutti i paesi di lingua ufficiale portoghese che mantengono viva la loro comune filigrana, uniti anche dall’attività della Comunidade dos Países de Língua Portuguesa. L’importanza di questa lunga storia di viaggi e commerci, di sofferenze ed esaltazioni che ha  collegato tra loro realtà estremamente diverse è testimoniata oggi dalla vitalità di questa lingua testimone in tanti Paesi di una storia che non tutti conoscono. Questa raccolta vuole rappresentare anche un momento di conoscenza e d’incontro.Ringrazio tutti di aver accettato il mio invito. Una preziosa testimonianza stimolata da un evento inatteso che, dobbiamo riconoscerlo, ha cambiato il mondo.

Maria Luisa Cusati


Texto introdução livro Poemas sobre a pandemia
È un’affermazione comunemente accettata quella secondo cui il XX secolo sia stato il ‘secolo d’oro’ della poesia portoghese. In effetti, se è vero che ogni luogo comune ha il suo fondo di verità, è difficile non concordare con questo assioma, pensando alla felice combinazione astrale che ha fatto sì che il Portogallo, nel giro di pochi decenni, regalasse alla letteratura mondiale autori come Fernando Pessoa, Sophia de Mello Breyner Andresen, David Mourão-Ferreira, Herberto Hélder, Eugénio de Andrade… Una lista che potrebbe proseguire ancora, includendo molti altri autori e autrici anche alquanto differenti tra loro, più o meno vicini ai giorni nostri, tutti ormai integrati nel canone della letteratura non solo lusitana, ma mondiale. È stato anche grazie alla loro opera se la letteratura portoghese (e in lingua portoghese) è oggi considerata una delle più vitali ed espressive al mondo.


Questo volume di poesie raccolte e tradotte dalla Console Onoraria del Portogallo a Napoli, la professoressa Maria Luisa Cusati (peraltro ella stessa illustre portabandiera degli studi linguistici e letterari portoghesi e lusofoni in Italia), conferma, a mio modo di vedere, il fatto che i poeti e le poetesse portoghesi del XXI secolo hanno tratto il giusto esempio dai loro notissimi predecessori. E lo hanno fatto con innegabile talento: ognuno a suo modo, ognuno con i propri riferimenti culturali, ognuno secondo la propria personale inclinazione e ispirazione poetica, in questa occasione all’interno di una linea tematica ben precisa e circoscritta, ovvero quella legata alla pandemia da COVID-19. È questo, mi pare, uno tra i molti tratti distintivi del lirismo specificamente portoghese, riscontrabile in parecchi autori del mio paese. Un lirismo che affonda le proprie radici nella realtà che il poeta vive assieme al resto degli esseri umani, facendosi portavoce del mondo in cui tutti noi esistiamo e dando origine a una poesia che quasi mai si rinchiude in torri d’avorio ma che invece, per citare Sophia de Mello Breyner Andresen, «não apenas […] vem contar e cantar o mundo, vem também modificá-lo».


Ognuno dei poeti presenti in questa raccolta canta e descrive, secondo la propria personale visione, le circostanze che tutto il mondo ha vissuto e sta vivendo dall’inizio della pandemia. Tutti si esprimono in lingua portoghese, ma non tutti sono portoghesi: ci sono voci poetiche provenienti dal Brasile, dal Mozambico, dall’Angola, da Capo Verde, da São Tomé e Príncipe, da Macao… A unire queste voci è appunto la lingua portoghese, mezzo sempre più in grado di costruire ponti tra popoli differenti e culture sfaccettate e che, in Italia, conosce da ormai diversi decenni un vero e proprio boom di interesse da parte dei giovani studenti universitari.
Non sappiamo ancora quale sarà il mondo che ci aspetterà alla fine di questa terribile pandemia. Ciò che sappiamo sicuramente, e che mi sento di augurare ai lettori di questa raccolta, è che la poesia potrà senza dubbio aiutare tutti noi a pensare e a costruire un mondo da osservare, da cantare e da vivere con più ottimismo e fiducia nel futuro. Anche per questo motivo la poesia portoghese e lusofona merita di essere conosciuta sempre di più anche in Italia.

Sara Batoréo Crespo – Ministro consigliere presso l’Ambasciata del Portogallo in Italia

Le poesie Covid-19

INSTRUÇÕES PARA SOBREVIVER A UMA QUARENTENA – Nuno JÚDICE

LISBOA AINDA – Manuel Alegre

POEMA AOS 69 ANOS – Luis Castro Mendes

DOMENICHE DI LISBONA – António Carlos Cortez

PRIMAVERA NEGRA – MANUEL SIMÕES, poeta bilingue

PARA ANA FILIPA,MINHA FILHA – José do Carmo Francisco

POEMA ÉPICO-PANDÉMICO – Rita Taborda Duarte

AS NOITES ENTRE DOIS DOMINGOS – João Luís Guimarães

TEMPO,DEIXA-NOS AINDA VIVER …

SEJA UM AGENTE DE SAÚDE PÚBLICA – Margarida Isabel Vale do Gato

[AOS QUE VÃO MORRENDO] – Ruy Ventura

«FADO DA LISBOA DOENTE» – Maria do Rosário Pedreira

Lambida pela pupila da noite – Vera Lúcia de Oliveira

HÁ DE HAVER UM FIM! – Carlos Santa Rita Vieira

POESIAS COVID-19 Hipólito Daniel Soares

POEMA SOBRE A PANDEMIA em Moçambique – Delmar Maia Gonçalves

CONVITE EM TEMPOS DE PANDEMIA – Carlota de Barros

COVID-19 – Hipólito Daniel Soares

QUE MUNDO VIRÁ? – Ernesto Dabo

LER POESIA EM TEMPOS DE PANDEMIA – Olinda Beja

Globo mascarado – Yao Feng

CANÇÃO DO DESERTO – Regina Correia

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